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Marketing e organizzazione

L'Ufficio virtuale in ambito legale: riflessioni e opportunità

di Martello Stefano

*Autore di Guida al Marketing dello Studio Legale, Il Sole 24 ORE, Milano, 2007

  
E' un dato lampante che la Rete -e più in generale la tecnologia- abbia sviluppato una nuova concezione di Tempo e di Lavoro, bypassando i tradizionali confini di Tempo e di Spazio. Oggi, le tecnologie della comunicazione in mobilità consentono di svolgere attività professionali anche in movimento: è così possibile parlare al telefono, partecipare a video conferenze da una camera d'albergo o rilasciare una intervista da una sala d'attesa di un aeroporto. E' diventato difficile, pertanto, inquadrare il luogo di lavoro all'interno di uno spazio fisico, portando alla domanda di che cosa sia il luogo di lavoro. E' la stanza dove passiamo parte del nostro tempo lavorativo o "l'appendice tecnologica" (telefono, pc portatile) grazie alla quale riusciamo a svolgere in maniera più efficace le nostre mansioni? L'idea dell'Ufficio virtuale in ambito legale nasce non solo dalle occasioni offerte dalla tecnologia ma anche da un dato molto più sostanziale che riguarda i giovani professionisti in ambito legale, spesso sprovvisti di quella dotazione economica necessaria per affittare uno studio o per retribuire il personale di segreteria, e sempre più spesso restii ad intraprendere la libera professione più per ragioni di sopravvivenza che per propria scelta personale.

Come già intuito dall'esperto di ICT Pietro Citarella, il virtual office è oggi più che una realtà; per esempio, è possibile disporre di un numero di fax che inoltri -sotto forma di e-mail- i messaggi ricevuti. Così come -grazie a software come Skype- è possibile disporre di una vera e propria segreteria, chiamare chiunque al telefono e disporre di un proprio numero senza nel contempo essere obbligati ad istallare una linea fisica.

Rispetto agli appuntamenti, è possibile monitorare la propria agenda direttamente in Rete, con la possibilità di ricevere un sms per essere avvisati in tempo reale, con programmi quali Google Calendar, Yahoo Calendar o Airset, e nel contempo è più semplice condividere file e documenti modificandoli direttamente on line, attraverso il proprio palmare o computer portatile.

L'Ufficio virtuale consente così una efficace gestione della propria attività professionale con un investimento economico ridotto, riconducibile all'acquisto dell'attrezzatura tecnologica.

Fin qui le opportunità, evidenti e lampanti soprattutto per i giovani professionisti che quotidianamente cercano processi di accreditamento nel settore di riferimento. Ma è anche vero che permangono delle criticità, riscontrabili in quel contatto diretto che è alla base di ogni mandato di fiducia e che lega indissolubilmente Professionista e Cliente.

Non si può pensare di impostare un rapporto professionale -soprattutto rispetto all'ambito legale- fondato su comunicazioni elettroniche o su telefonate, pena la perdita di efficacia e di dignità della professione forense.

Proprio per ovviare a tali criticità, è necessario che il Professionista disponga anche di un luogo fisico al cui interno ricevere la clientela. Superando la fortunata ipotesi di un immobile già nella propria disponibilità per ragioni familiari, può essere utile per il professionista coinvolto "appoggiare" la propria attività professionale -limitatamente agli "aspetti fisici"- ad uno studio legale che disponga di una sede fisica e che consenta al professionista di ricevere appuntamenti per chiarimenti o per spiegare al Cliente la propria strategia processuale.

In tale direzione, potranno essere previste -tra Professionista e titolare dello studio legale- varie forme di collaborazione, ma il dato più interessante rimane quello della sostenibilità economica dell'investimento.

L'obiettivo ultimo -rispetto alle attuali tecniche di comunicazione in ambito legale- non è, infatti, esclusivamente quello di aumentare l'efficacia -di fronte al Cliente fidelizzato, al Cliente potenziale ma anche rispetto ai propri competitor- dell'attività professionale con nuove e più raffinate strategie, ma anche di rispondere alle esigenze e alle nuove domande poste da un ambito professionale sempre più concorrenziale e da una fascia di professionisti giovani che faticano ad accedere a quei processi di accreditamento necessari per affermare la propria competenza secondo parametri qualitativi.

Appare dunque importante -per valorizzare ed arricchire ancora di più la professione forense- iniziare a pensare alla scienza della Comunicazione in una duplice visuale: di arricchimento e integrazione al bagaglio di competenze tecniche; di aiuto per valorizzare quelle stesse competenze secondo valutazioni meritocratiche.


12/12/2008
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